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💬WhatsApp

WhatsApp non è solo un'app di messaggistica: in Italia è diventata un'infrastruttura sociale. Nata nel 2009 da Brian Acton e Jan Koum, due ex dipendenti di Yahoo, WhatsApp aveva un'idea semplice e geniale: mandare messaggi via Internet invece che via SMS, a costo praticamente zero. In un'epoca in cui ogni SMS si pagava, fu una rivoluzione. Nel 2014 Facebook, oggi Meta, la acquistò per circa 19 miliardi di dollari, una delle operazioni più grandi della storia tech. Oggi WhatsApp conta oltre 2 miliardi di utenti nel mondo ed è l'app di messaggistica dominante in Italia, dove è praticamente universale: dai nonni agli adolescenti, tutti la usano. Ha sostituito gli SMS, in larga parte le telefonate, e ha generato un intero galateo digitale fatto di spunte blu, 'ultimo accesso', stato 'online', messaggi vocali, gruppi. Il 'gruppo di famiglia' è ormai un'istituzione, così come il gruppo della classe, quello del calcetto, quello degli amici delle vacanze. WhatsApp è il luogo dove iniziano e finiscono le relazioni, dove si organizza la vita quotidiana, dove nascono drammi e fraintendimenti. Su moomz i sondaggi 'spunte blu attive o disattivate?' o 'rispondi subito ai messaggi?' sono dei veri vibe-check delle abitudini digitali degli italiani.

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Il galateo delle spunte blu

Le spunte di WhatsApp sono diventate un linguaggio sociale a sé. Una spunta grigia significa messaggio inviato, due spunte grigie messaggio consegnato al telefono del destinatario, due spunte blu messaggio letto. Questa apparente innocenza tecnica ha creato un'enorme tensione relazionale: il temuto 'visualizzato e non risposto', cioè quando qualcuno legge ma non scrive nulla. È fonte di ansia, gelosia e litigi, soprattutto nelle coppie e nelle amicizie. Per questo WhatsApp permette di disattivare le conferme di lettura: una scelta che a sua volta comunica qualcosa, una richiesta di libertà o, per i più sospettosi, qualcosa da nascondere. C'è poi l'indicatore 'online' e 'ultimo accesso', che può essere nascosto, e il famigerato 'sta scrivendo...' che appare e scompare. Tutto questo ha trasformato la comunicazione in una continua negoziazione di disponibilità e attenzione. Il tempo di risposta è diventato un segnale: rispondere troppo in fretta o troppo tardi dice qualcosa sul rapporto.

Il gruppo di famiglia e gli altri gruppi

I gruppi WhatsApp sono il cuore della socialità digitale italiana. Il gruppo di famiglia è quasi un genere a sé: buongiorno con immagini di fiori e angeli, catene di auguri, fake news inoltrate dagli zii, foto dei nipoti, discussioni che degenerano. C'è poi il gruppo della classe dei figli, gestito spesso da genitori molto attivi, il gruppo del lavoro, quello degli amici storici, quello creato per un singolo evento e mai più chiuso. I gruppi hanno funzioni preziose, organizzare cene, vacanze, regali, ma generano anche fatica: notifiche infinite, messaggi che si accavallano, il dramma di chi 'esce dal gruppo' come gesto carico di significato. WhatsApp ha aggiunto strumenti per gestirli, dai sondaggi interni al silenziamento, fino alla possibilità di rispondere a un messaggio specifico per non perdere il filo. Su moomz molti sondaggi raccontano l'amore-odio degli italiani verso i loro gruppi: indispensabili e insopportabili allo stesso tempo.

Privacy, crittografia e cosa sa Meta

WhatsApp utilizza la crittografia end-to-end per impostazione predefinita su tutte le chat e le chiamate: significa che il contenuto dei messaggi è leggibile solo dal mittente e dal destinatario, nemmeno WhatsApp stessa può leggerlo. È una protezione importante. Tuttavia la privacy non è assoluta: Meta, proprietaria di WhatsApp, raccoglie i cosiddetti metadati, cioè con chi parli, quando, quanto spesso, da dove. Questi dati hanno valore. Nel 2021 un aggiornamento dell'informativa sulla privacy scatenò una fuga di utenti verso app concorrenti come Signal e Telegram, percepite come più rispettose della riservatezza. WhatsApp chiarì poi che le chat personali restavano private e che le novità riguardavano le conversazioni con le aziende. Per chi tiene molto alla privacy, alcune buone pratiche aiutano: attivare la verifica in due passaggi, controllare le impostazioni su chi può vedere foto profilo e ultimo accesso, diffidare dei link sospetti e delle truffe via messaggio, sempre più frequenti.

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Domande frequenti

D.WhatsApp è davvero gratis?+

Sì, WhatsApp è gratuita da scaricare e da usare per inviare messaggi, foto, video, audio e per fare chiamate vocali e videochiamate: serve solo una connessione Internet, dati mobili o WiFi. Agli inizi WhatsApp prevedeva un piccolo abbonamento annuale di circa un euro dopo il primo anno, ma questa quota fu eliminata nel 2016. Oggi WhatsApp non si finanzia con la pubblicità mostrata nelle chat personali né con abbonamenti. Il modello di business passa da WhatsApp Business e dai servizi alle aziende, che pagano per comunicare con i clienti tramite la piattaforma, e dall'integrazione nell'ecosistema di Meta. Per l'utente comune, l'uso resta completamente gratuito.

D.I messaggi WhatsApp sono davvero privati?+

Il contenuto dei messaggi sì: WhatsApp usa la crittografia end-to-end di default, quindi testo, foto, audio e chiamate sono leggibili solo da chi scrive e da chi riceve. Nemmeno WhatsApp o Meta possono leggere il contenuto delle chat. Tuttavia la privacy non è totale. Meta raccoglie i metadati: con chi comunichi, con che frequenza, quando, le informazioni del dispositivo. Inoltre, se fai un backup delle chat su servizi cloud come Google Drive o iCloud, quel backup potrebbe non avere la stessa protezione, anche se WhatsApp offre l'opzione di crittografare anche i backup. Per i più attenti alla riservatezza esistono alternative come Signal, considerata particolarmente rigorosa, ma con molti meno utenti.

D.Conviene disattivare le spunte blu?+

È una scelta personale e non c'è una risposta giusta. Disattivare le conferme di lettura toglie pressione: nessuno saprà se hai letto un messaggio, riducendo l'ansia del 'visualizzato e non risposto' e dando più libertà sui tempi di risposta. Lo svantaggio è la reciprocità: se le disattivi, anche tu smetti di vedere quando gli altri leggono i tuoi messaggi. Inoltre alcuni interpretano le spunte blu spente come segno di qualcosa da nascondere, soprattutto nelle coppie sospettose. Va ricordato che i gruppi e i messaggi vocali hanno regole proprie. In sintesi, disattivarle conviene a chi vive male l'aspettativa di risposta immediata; chi non ha problemi con questo può lasciarle attive senza pensieri.

D.Perché molti sono passati a Telegram o Signal?+

Le ondate di passaggio sono legate soprattutto alla percezione della privacy. Telegram ha guadagnato utenti grazie ai canali pubblici, ai gruppi enormi fino a decine di migliaia di membri, ai bot e a una sensazione di maggiore apertura, anche se va detto che le chat normali di Telegram non sono crittografate end-to-end di default, solo le 'chat segrete' lo sono. Signal è cresciuta soprattutto tra chi mette la riservatezza al primo posto: è considerata l'app più rigorosa sul fronte privacy, raccoglie pochissimi dati ed è no-profit. La grande migrazione del 2021 fu scatenata da un controverso aggiornamento dell'informativa di WhatsApp. Nonostante questi spostamenti, WhatsApp resta dominante in Italia per il classico effetto rete: tutti la usano, quindi è difficile abbandonarla davvero.

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